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Pillole librarie
Che bello spunto di riflessione ci offre questo libro “Giorni felici” di Laurent Graff edito da Salani Editore…la panchina….qualcosa di statico, di immobile, ma improvvisamente nella mia mente prende vita e si apre sul mondo. Quante volte ci siamo seduti ad aspettare, a guardare fuori e dentro di noi…..quante volte l’abbiamo data per scontata come se fosse solo un mezzo per un veloce riposo in una sosta. Eppure ora riflettendo meglio, la panchina è molto usata nei film ed offre la spalla a tante scene d’amore,la prima che mi viene in mente e quella nel film ”La carica dei 101″ dove i due (uomo e donna da una parte e cani dall’altra) si conoscono. Per raccontarsi invece mi viene in mente la panchina di “Forest Gump” con la piumetta che svolazza.
Ma adesso vi lascio alla lettura di questo pezzo e se vi viene in mente qualsiasi altra immagine con protagonista la panchina o volete lasciare qualche commento fatelo senza remore ……..
“Mi sono sempre piaciute le panchine. Sono l’immagine di un distacco, il luogo di una presa di distanza, di una tranquilla emarginazione sull’orlo del mondo. Rappresentano un punto d’osservazione privilegiato, un rifugio pronto, uno slargo a lato del sentiero per coloro che sanno fermarsi. Sulle panchine ho trascorso lunghe ore contemplando il mondo. Ce ne sono di meravigliose, incongrue, fortemente improbabili, in posizioni rivelatrici. Un uomo su una panchina non appartiene più alla realtà, o se ne distacca. Quel semplice scarto gli conferisce lo status di poeta e gli offre una visione allargata. Se c’è un luogo che sfugge alla tormenta, questo è la panchina.
Lei, non l’ho mai vista prima. E’ seduta nel parco dei “Giorni Felici”, avvolta in un cappotto diventato troppo grande, e guarda gli alberi spogli. Senza dubbio è una nuova, o almeno la si nota solo adesso, su questa panchina. Mi siedo di fianco a lei e condivido la sua contemplazione. Restiamo così, fianco a fianco, senza parlare, uniti in una presenza reciproca, dolce e raffinata. Se fosse più giovane, o se non temessi una conversione religiosa, parlerei senza timore di amore per esprimere il sentimento ineffabile che mi avvicina a lei in questo istante. Parlerò allora di un’intima complicità, di una collusione – accidentale – di spiriti che si uniscono e si mostrano l’uno all’altro. Questo abbraccio impalpabile dura soltanto la tregua concessa dai nostri corpi. E così, in questo freddo pungente, la mia vicina non tarda a dare segni di stanchezza. Mi giro allora verso di lei, scoprendo il suo volto : <Vuole che rientriamo?>……..”
HOW WONDERFUL LIFE IS WHILE YOU’RE IN THE WORLD
Elton John – Your song
it’s a little bit funny, this feeling inside
I’m no one of those, who can easily hide
I don’t have much money, but boy if I did
I’d buy a big house where we both could live.
If I was a sculptor, but then again no
or a man who makes potions in a travelling show
I know it’s not much, but it’s the best I can do
my gift is my song and this one’s for you
And you can tell everybody, this is your song
it may be quite simple but now that is done.
I hope you dont’mind, I hope you dont’mind
that I put down in words
HOW WONDERFUL LIFE IS WHILE YOU’RE IN THE WORLD.
I sat on the roof and kicked off the moss
well a few of the verses, well they’ve got me quite cross
but theb sun’s been quite kind while I wrote this song
it’s for people like you, that keep it turned on.
So excuse me forgetting, but this things I do
you see I’ve forgotten, They’re green or they’re blue
aniway, the thing is, what I really mean
Yours are the sweetest eyes I’ve ever seen
…..metti il pomeriggio dopo la cena…con i miei amici
Li ho trovati il pomeriggio dopo verso le sette in uno stato pietoso ….!!
Scalzi, seduti per terra, mezzi sconvolti a giocare come i bambini. Anzichè dare schicchere alle biglie, le davano a delle circonferenze piatte da mandare in buca……. ho preferito andare a lavorare !!!!!!
……………….vedere per credere
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Metti una sera a cena con i miei amici
alla fine è stata una serata piacevole …
per qualche istante, mi auguro, ha sfumato i seri problemi che in questo momento attanagliano la piccola comunità raffigurata.
la simpatia di danilo, le risate coinvolgenti e rassicuranti di anita, i soliti dubbi autocritici in tutto il suo essere di tina, la pacatezza di rita e nemmeno le mie sollecitazioni di cui mi scuso, hanno potuto nulla contro la malinconia e forse la preoccupazione di carlo, al quale voglio dire che siamo qui, qualsiasi cosa abbia bisogno……. non è necessrio conoscersi da tanto tempo o frequentarsi quotidianamente per sentirsi legati a qualcuno.
BUON FINE SETTIMANA !!!




